
Il capitolo 122 è stato uno dei capitolli più importanti all'interno del manga de "L'attacco dei Giganti". In primo luogo, questo capitolo fa luce sul passato di Ymir Fritz, la ragazzina intrappolata ne "I Sentieri" al servizio della famiglia reale per oltre 2000 anni; in secondo luogo, apre il dibattito su cosa il "Patto con il Demone della Terra" realmente significhi: il Patto inizialmente menzionato da il padre di Grisha nel corso del capitolo 86. Durante il capitolo 88, Kruger esprime come in realtà non esista una corretta visione delle cose, come il tutto ricada su colui il quale si fa promotore della propria versione della realtà, disseminandola. Ciononostante, questa considerzione sembrerebbe essere l'opzione che maggiormente coincide con "l'idea" che il capitolo 122 presenta ai lettori: il contatto con la sorgente di tutta la materia organica. Nonostante il capitolo non faccia chiarezza su cosa realmente sia la creatura che dona i poteri ad Ymir, possiamo ritrovare dei collegamenti con le parole espresse da Kruger. Ciò che può essere considerato interessante è il fatto che, nonostante quanto espresso da Kruger in merito alla volatilità della verità, egli suggerisce a Grisha come quanto detto da Gross in riferimento al passato dell'Impero di Eldia corrisponda difatti alla realtà; ciò dunque implica che la storia riportata nei libri di Marley sia la versione più accurata degli eventi passati. Cos'è dunque realmente accaduto durante il cosidetto "Patto"? Nonostante via sia chiaramente in atto un sabotaggio avente come fine la demonizzazione della storia di Eldia, il che potrebbe condurre ad incomprensioni storiche, tale patto può assumere le sembianze di una metafora contenente la verità riguardo il momento più importante della storia dell'Impero Eldiano, dove invece che considerarlo come il punto d'origine dei Giganti, potremmo invece interpretare il tutto come l'origine de il Popolo di Ymir: due interpretazioni diametralmente differenti tra loro.

Osservando attentamente la composizione di un'immagine ben nota che rappresenta tale patto, è possibile associare il tutto ad una metafora di ciò che è osservabile durante il capitolo 122, dove il primo re di Eldia afferma che il "premio" che Ymir riceverà per i grandi successi da lei raggiunti durante la guerra, sarà il suo "seme", ovvero renderla gravida. Logicamente, ciò implica che la reale origine del Popolo di Ymir corrisponde alla prima generazione di figli avente il sangue di Ymir nelle proprie vene.

Le caratteristiche che indicano come questa sia la rappresentazione del "Diavolo" sono facilmente accostabili alla presenza di corna - elemento ornamentale indossato dal re e facente parte degli elmi dell'Impero Eldiano dell'epoca - così come la presenza di uno sguardo totalmente oscurato, oltre che la rappresentazione di Ymir come una ragazzina la quale sta ricevendo una mela da parte di una figura demoniaca, dove la mela assume il simbolo di sessualità, amore e fertilità, tra le altre cose. Comprendiamo dunque come tale patto sia un patto di schiavitù, dove Ymir si ritroverà infine della dmensione dei "Sentieri", legata alla dinastia dal sangue reale. Ymir assume inoltre un atteggiamento d'indifferenza nei confronti delle proprie figlie. Anche al momento della loro nascita non sembra formare un legame emotivo con esse, ed anche quando le vediamo piangere vedendo la propria madre trafitta da una lancia, Ymir continua a manfestare apatia, lasciandosi infine morire: tutto ciò va dunque a rimarcare il fatto che le sue figlie altro non fossero se non un'imposizione dovuta al suo stato di schiava.

È qui che compare la "nuova versione" del patto, accompagnata dai cambiamenti generati da Karl Fritz in seguito alla sua fuga verso Paradis. Dopo aver eretto le mura, abbandonando la storia dei Fritz ed iniziando quella dei Reiss, un libro ha fatto capolino tra i possedimenti della nobiltà, un testo che parrebbe narrare la medesima storia trascritta nel libro del padre di Grisha, avente tuttavia protagonisti differenti. La prima volta in cui è possibile notare tale libro è durante il capitolo 54, ovverosia il libro usato da Frieda la fine d'insegnare a leggere ad Historia; tuttavia, questa volta, la figura demoniaca viene sostituita da un'altra figura avente fattezze simili al Gigante d'Attacco di Eren, con indosso un cappuccio - non dissimile a quello indossato dallo stesso Eren - e con in mano una lampada. Risulta possibile notare come, questa volta, non è tale demone a donare la mela, bensì il frutto gli viene offerto da una figura posta in sostituzione ad Ymir, la quale, continuando ad assumere fattezze femminili, presenta ora il nome di Krista. La domanda che spontaneamente scaturisce da tutto ciò è: perché mai Eren dovrebbe essere rappresentato come il Gigante d'Attacco mentre Historia da una comune figura femminile? La risposta a tale quesito potrebbe essere contenuta all'interno delle storie AU Smartpass "Good Night, Dear and Sweet Dreams" (che è un contenuto canonico) relative ai due personaggi. Tali racconti presentano sogni legati ai personaggi e nel caso della sopracitata coppia, le storie assumono l'aspetto di un incubo. La lettura di tali storie è dunque raccomandata.
Sarebbe ora opportuno delucidare il significato della lampada e della mela - specialmente in questa versione del Patto - e delineare l'importanza che tali oggetti hanno all'interno della narrazione ed in relazione allo sviluppo dei personaggi. Iniziamo con la lampada: cosa rappresenta? Nessuna risposta concreta può essere fornita, ma è possibile interpretare il tutto come la "luce" che illumina la vita dei personaggi, la luce che permette loro di vedere il proprio cammino e li protegge dal ripiombare nell'abisso. Seguendo questo ragionamento, la luce all'interno della narrazione è anche sinonimo di accettazione e comprensione, dove accettare l'altro per chi realmente equivale ad un "salvare" tale persona ed illuminare la sua vita. La dimostrazione più esplicita di tale concetto è possibile osservarla attraverso Eren ed Ymir Fritz, dove Eren riconosce quest'ultima come come una "semplice umana", priva di catene, libera, e la conseguenza di tale azione viene mostrata al lettore attraverso gli occhi della ragazza, visibili per la prima volta, dettagliati ed illuminati. Occorre tuttavia ricordare che con il nuovo Patto, così come col vecchio, il concetto di gravidanza è rappresentato dalla mela, il che rende palese il fatto che Ymir non possa far parte di questo nuovo accordo. Detto ciò, andando indietro, è possibile scovare il concetto di "salvataggio" tra Eren ed Historia, dove il primo è il portatore della lampada, colui il quale è stato il primo a portare la luce che li ha infine legati; più specificatamente, tutto ciò che avviene durante il capitolo 54, ma anche gli eventi tra i capitoli 65 e 66, dove è invece Historia a "salvare" Eren.
Nel capitolo 52, Historia dice di aver vissuto la prima fase della sua infanzia in normalità, giustificata dalla sua ignoranza e innocenza. Col passare del tempo, imparò a leggere e prese atto della sua sofferenza. Si identificò come una bambina abbandonata ed isolata, una bambina alla quale era stata negata l'opportunità di ricevere e di offrire ogni forma di amore. In ambedue le occasioni in cui parlò con sua madre, si instillò in lei l'idea che la sua vita e la sua nascita fossero un errore - uno sbaglio che ha condannato la vita di sua madre -, facendole credere che la sua esistenza fosse causa di disgrazia per tutti quelli che aveva intorno. Era questa la percezione che Historia aveva creato attorno a sè. Se si fosse comportata come sé stessa non sarebbe mai stata accettata e per tale motivo, quando Rod le risparmiò la vita dandole il nome di "Krista", Historia credette di doversi comportare come un'altra persona, al fine di poter essere accettata. Sappiamo che la paura di Historia risulta incarnata nell'"essere sè stessa" ed è per questo che nell'incubo vediamo il riflesso di Historia, ovverosia ciò che traspare nel corso del manga fino agli eventi del Castello di Utgard; in particolare, in questo arco narrativo, viene rivelata l'identià di Ymir, il Gigante Mascella, ed il vero nome di Krista. Colei che presumiamo sia Historia, ovvero una ragazza apatica, non ha alcuna attinenza con la realtà, dal momento che un punto di svolta che ci aiuta a capire quel lato del suo carattere è il fatto che, come lei stessa afferma durante il capitolo 51, dopo essersi rivelata ad Ymir e dopo la promessa di vivere insieme e per loro stesse, Ymir decide di abbandonarla scegliendo di andare con Bertholdt e Reiner, fatto che la lascia completamente devastata. Historia conclude dicendo che nessuno la "preferisce" libera, che nessuno preferisce la sua vera persona; perciò quella che vediamo apatica non è la vera Historia, bensì un comportamento scaturito da una forma di depressione.
È qui che Eren comincia ad avere un ruolo importante nella vita della ragazza, il quale, quasi per coincidenza, appare nel momento in cui lei ne aveva più bisogno. Assistiamo al momento in cui Eren coglie il "bluff", durante il capitolo 54. Historia, durante la sua conversazione con Eren, cerca di spiegargli che anche lui la disprezzerebbe qualora smettesse di comportarsi da "brava ragazza", rafforzando l'idea che nessuno l'abbia mai davvero amata: "Ma Historia Reiss... i suoi genitori non l'hanno mai amata. Nessuno l'ha mai fatto. Al contrario, nessuno ha mai voluto che nascesse. La sua storia non è nemmeno così inusuale. Ci sono un sacco di bambini come lei nel sottosuolo... Quindi? Hanno tutti perso la speranza, no?" Eren, tuttavia, afferma il contrario. Per la prima volta, ai suoi occhi, qualcuno è felice di vederla libera, di vederla per com'è in realtà. Per la prima volta, qualcuno ha accolto le sue paure: "No, non è vero. Non so quello che pensano gli altri... ma non mi è mai piaciuta la vecchia 'te'. Sembrava avessi sempre un'espressione forzata... Era innaturale. Un po' raccapricciante, a dire il vero. Ma... c'è qualcosa di te che mi piace adesso. Sei semplicemente normale. Solo una normale ragazza terribilmente onesta." Pensandoci attentamente, questo fatto risulta alquanto curioso poiché implica che Eren non odiasse ciò che Historia fosse prima, non odiava la maschera della "brava ragazza", ma è stato l'unico personaggio ad averla osservata così tanto da riuscire a capire che stava mentando. Non Ymir, la quale l'aveva saputo udendo altre persone parlarne, non Armin, nonostante il suo essere molto perspicace, né Jean o Reiner, che hanno esplicitamente espresso interesse nei suoi confronti. Ciò che Eren non apprezzava era dunque la "poca naturalezza" che vedeva in lei. Per questo, citando Isayama: "Eren era felice di riuscire a comprendere Historia."

Tutto questo non sta a significare che ad Eren piacciano le persone apatiche -ciò che la reale Historia non è- , bensì sottolinea l'abilità del ragazzo di riconoscere quegli atteggiamenti che palesavano i veri sentimenti di Historia. A prescindere da quali fossero quei comportamenti, era questo ciò che Eren intendeva con "terribilmente onesta": Eren l'ha finalmente vista libera. Quelle parole hanno significato molto per lei. Nel capitolo 65, lei stessa dice ad Eren che quando le ha detto che ci fosse qualcosa che gli piaceva in lei, e che ai suoi occhi lei era "normale", ciò l'ha resa molto felice, in un momento in cui stava sprofondando nell'oscurità. Le parole di Eren sono state la luce di cui Historia aveva bisogno; ma a volte la persona di cui hai bisogno può avere bisogno di te in misura ben maggiore. Osservando il punto di vista di Eren, comprendiamo il livello di reciprocità di questo legame quando, nel capitolo 130, egli dice ad Historia che è lei la ragazza che lo ha salvato, ed è per questo che le confida il suo piano. Un piano che lo renderà colui che ha distrutto l'umanità fuori dalle Mura.
Sappiamo come la frase "la peggior ragazza al mondo" si riferisca a ciò che è accaduto nella grotta, più nello specifico agli eventi del capitolo 66 e così come abbiamo fatto con Historia, dobbiamo analizzare come siamo arrivati al punto in cui sia Eren ad aver bisogno di essere salvato. Sin dall'inizio del manga, ci viene spiegato come Eren abbia sempre avuto un carattere difficle che, a detta di Grisha, gli ha impedito di avere altri amici oltre ad Armin. È sottinteso che prima di conoscere Armin, Eren non avesse nessuno accanto oltre ai suoi genitori; infatti, quando Grisha gli dice che sarebbe stato bello se avesse instaurato un rapporto di amicizia con Mikasa, il giovane non la prende molto bene. Fin dall'infanzia, Eren non è mai stato preso troppo sul serio e veniva spesso ignorato dagli altri bambini, specialmente dopo l'entrata di Mikasa nel gruppo, evento che ha oscurato la già poca presenza che Eren poteva vantare. Dopo la morte di Carla, questo sentimento divenne ancor più radicale, dal momento che egli visse in prima persona ciò che Hannes gli aveva rinfacciato poco prima, ovverosia la propria debolezza. Durante i suoi giorni da cadetto, nonostante a detta di Shadis, Eren fosse "qualcuno", egli non eccelleva in niente e veniva ancora una volta ignorato a causa delle prestazioni di Mikasa, durante il periodo di addestramento. Eppure vi è sempre stata una costante: la sua determinazione nel raggiungere i propri obiettivi. Lo sviluppo psicologico più grande del personaggio inizia quando subentra la sua abilità di Gigante Mutaforma - ciò che vedremo poi rappresentare la sua paura, nel suo incubo -.
Dopo aver scoperto che Eren fosse un Gigante, tutti iniziano a guardarlo con disprezzo, come un mostro - come vediamo durante la famosa scena del cannone - e purtroppo, durante il primo processo, è così che anch'egli inizia a vedere sè stesso. È proprio durante questo periodo che cominciamo anche a notare questi suoi continui monologhi interiori, durante i quali inizia a mettersi in discussione. Ciò è un indicatore che mostra come un divario si stesse iniziando a creare tra lui e le altre persone. Eren era sè stesso, solo con i propri pensieri, e si comportava come un oggetto o, com'era largamente considerato tra l'esercito, come un'arma: un'arma che poco alla volta iniziava a sentirsi sempre più abbandonata, isolata e temuta dai suoi commilitoni. Uno strumento che, nonostante fosse considerato tale, rimaneva pur sempre un ragazzino di 15 anni, un ragazzo incline a compiere errori ed al quale, come abbiamo visto durante l'arco narrativo del Gigante Femmina, veniva lasciata la responsabilità di prendere delle decisioni che avrebbero messo il peso le vite altrui sulle proprie spalle. Eren si biasimava di aver ucciso la Squadra Levi a causa delle sue decisioni e sia come arma che come Gigante, si sentiva inutile. Possiamo quindi dedurre che il fardello che Eren portava in quanto Gigante Mutaforma era ciò che lo stava consumando. Durante la sua conversazione con Historia nel capitolo 54, egli si scusa con lei per non essere riuscito, da Gigante, a riportare indietro Ymir, e curiosamente, nel momento in cui Historia sta venendo salvata, Eren sta inavvertitamente dimostrando di aver lui stesso bisogno di essere salvato. Più avanti, nel capitolo 65, avendo recuperato alcuni ricordi del passato di suo padre e scoprendo così quanto successo a Frieda, vediamo il ragazzo nel suo stato peggiore, dove tutto ciò che gli ha causato sofferenza raggiunge il suo apice, con Eren che scoppia in lacrime, esprimendo il suo desiderio di voler morire.
"...Non sarebbe dovuto mai accadere… io... mio padre... Se mio padre non avesse fatto quelle cose, cinque anni fa... tua sorella avrebbe potuto sistemare tutto, no? E invece mio padre ha rubato il potere dei Giganti dal suo legittimo proprietario… e sono morte cosi tante persone… Il nonno di Armin... Thomas... Mina… Mylius... Nac... Marco... Tutta la squadra di Levi... Gli abitanti di Stohess... I soldati venuti in mio soccorso... Il signor Hannes. Io... non me lo perdonerò mai... Tutto ciò non sarebbe dovuto succedere... Tutti quei giorni ad allenarsi. Tutti quei sogni sull’avventurarsi oltre le Mura. Io... non sarei dovuto esistere. Dunque… voglio che tu ponga fine a tutto quanto. Historia… divorami… e salva l’umanità.” Historia capisce cosa stia provando Eren in quel momento, lo comprende al punto che la ragazza inizia a piangere, poco prima di tornare a pensare alle parole di Rod Reiss, distruggere la siringa e liberare Eren dalle catene che lo bloccavano. È qui, attraverso il suo desiderio di liberarsi dalla responsabilità di salvare l’umanità, che Eren inizia ad affermare come egli non sia più degno del potere del Fondatore. Tuttavia, le azioni di Historia equivalgono ad assegnarli tale compito, un onere ora donatogli da una persona di sangue reale, un'azione, questa, in netta contrapposizione coi pensieri negativi sorti nella mente del ragazzo. Quando Eren chiede dunque ad Historia le ragioni delle sue azioni, ella gli rispose che non le importava se sarebbe diventata nemica dell’umanità, ma che sarebbe comunque sempre rimasta una sua alleata, ed è questo ciò che distrugge quel senso di abbandono nel giovane. L’impatto delle parole di Historia si palesa attraverso l'ultimo dialogo del capitolo, prima della trasformazione di Eren in Gigante e la cristallizzazione di quest'utimo al fine di salvare tutti: "Vi prego... lasciate che creda in me stesso." Risulta infatti interessante che sia Historia a spiegare a tutti che l'esistenza di Eren, così come il suo essere in possesso dei poteri dei Gigante Fondatore, abbiano un senso: Eren è la chiave per salvare l’umanità dall’ideologia di Karl Fritz.. Historia dona dunque ad Eren un motivo per apprezzare la propria vita e trovare il proprio percorso in essa. Da tale momento in poi, Historia diviene la luce di Eren. Possiamo prendere questa rinascita di entrambi i personaggi come qualcosa che li relazioni intimamente; riflessione, quest'ultima, che va a coincidere coi pensieri dello stesso Isayama.
Intervistatore: "Quindi, Historia è stata davvero la ragione per cui Eren è riucito ad uscire dall'abisso in cui si trovava?"
Isayama: “La mia intera esistenza è sempre dipesa dalle decisioni di mio padre.”
In questa disperazione, quando Eren vide un'Historia molto simile a lui liberarsi dalla maledizione dei Reiss, egli decise di fare la stessa cosa. D'ora in poi avrebbe agito solo per il suo bene. Messa in questi termini, è più facile riuscire a comprendere Eren.
Ciò ci porta a capire meglio le parole di Eren nel capitolo 130, durante la sua conversazione con Historia - conversazione che è stata malinterpretata come manipolazione-. L'Eren che vediamo in tale situazione non è più lo stesso di prima, ma è stato risucchiato nuovamente nell'abisso e forse è proprio per questo che si ricorda perfettamente cosa successe in quella caverna, perché si ritrova in una situazione simile. Ed ora quell’abisso è ancora più terrificante, poiché prende la forma di predeterminazione: un concetto del quale il giovane è ora familiare. È proprio questo l’Eren che vediamo in quel momento: l'Eren che rivela i suoi piani ad Historia senza alcuna apparente ragione, e che afferma come le uniche opzioni al fine di prevenire che il Corpo di Gendarmeria porti a termine la propria missione siano solo due: affrontarli o scappare.

Detto ciò, in quanto lettori sappiamo che l'idea di una gravidanza forzata non sia valida poiché già consapevoli del fatto che Yelena avesse già provvedutto a tutto mediante il suo piano di utilizzare il vino: non tuttavia per salvare la regina, ma per salvare Zeke. Dunque è nuovamente opportuno porsi dei quesiti: perché Eren dovrebbe andare a cercare Historia? La risposta è semplice così come umanamente irrazionale, considerando la sopracitata predeterminazione: Eren vuole avere Historia al suo fianco. Forse l'Eren che vediamo parlare con la regina nel capitolo 130 è qualcuno che conosce già tutto quello che dovrà fare in futuro, ed è pronto a farlo poiché è così che le cose dovrebbero andare, in base a ciò che ha visto nei suoi ricordi. Tuttavia potrebbe essere anche un Eren che cerca nella persona di cui si fida di più, una ragione per le proprie azioni, una ragione che trasformerebbe il suo compito in un desiderio. Ed è a questo punto che lasciamo indietro il significato della lampada nel nuovo patto e cominciamo a spiegare il significato della mela, sperando di dare contesto a tre cose: la frase “fai una famiglia”, la gravidanza di Historia ed il vero significato di Krista. Come abbiamo già intuito, questo patto deve includere una gravidanza come prima cosa perché, anche se il primo patto non include una lampada, questa volta l'accordo deve essere un po’ diverso dal primo, poiché non bisogna commettere lo stesso sbaglio e condannare nuovamente l'umanità a millenni di schiavitù. Tale differenza viene mostrata nel capitolo di cui si parlava all’inizio di questa analisi, ovverosia il capitolo 122.
Il capitolo inizia con una conversazione tra Historia e sua sorella Frieda, ed è qui che il significato del “personaggio” di Krista viene discusso. Ci viene detto che questa ragazza è un qualcuno di felice, la quale aiuta tutti ed è lieta di ricevere aiuto dagli altri; viene dunque mostrata come una classica rappresentazione del concetto di “femminilità”. Tuttavia, cos'è che rende tale ragaza un ideale imitabile? È qui che risiede la spiegazione vera e propria: il contrasto che si palesa grazie all’introduzione della vita di Ymir, la quale precede Krista. Ymir, come personaggio, sembra essere l’antitesi di Krista. Se osserviamo il tutto sotto questo punto di vista, notiamo come la maggior parte della sua storia viene rappresentata dalla sua mancata libertà; mancanza che si manifesta durante la sua vita “fisica", così come durante i millenni in cui si ritrova bloccata nella dimensione dei "Sentieri", disponibile a coloro i quali sono in possesso del Gigante Fondatore. Ciò porta a pensare che forse abbiamo mal interpretato il significato di “Krista”, essendo che, invece di essere lo stereotipo di una ragazza brava, il reale significato dietro tale figura altro non è che un ideale di libertà: che tu scelga di essere maggiormente tendente al bene o al male, ciò che conta è che tu segua la tua indole.
Anche se fino a questo punto nulla conferma che la Krista nel libro fosse realmente libera, vi è un punto chiave che lo potrebbe confermare: durante il capitolo 54, nei ricordi di Historia con Frieda, ed in seguito alla conversazione riguardo l'essere "una donna", Historia crea un'analogia tra questo concetto e sua sorella. Historia crede dunque che Frieda corrisponda alla figura di un ideale - “Krista", in questo caso - ed ammette il proprio desiderio di voler essere esattamente come sua sorella, desiderio del quale Frieda è sorpresa, ma afferma velocemente come Historia possa diventarlo. Tuttavia, dopo qualche risata, risulta possibile notare come lo sguardo di Frieda si rabbuisce, poco prima che quest'ultima cancelli i ricordi di Historia. Ciò dimostra come Frieda non sia del tutto come Krista, non perché non è “una donna femminile”, ma perché non è realmente libera. Nel corso dello stesso arco ci viene anche rivelato che Frieda avesse un sogno, ma che non riuscì mai a realizzarlo a causa del suo essere il possessore del Fondatore e dunque succube dell’ideologia di Karl; circostanza, questa, che la fece sprofondare in una spirale depressiva, causandole attacchi di panico. È per questo che quando vediamo Historia nel capitolo 70 - nella sua versione più libera - ritroviamo una ragazza che, senza neppure rendersene conto, più che mai manifestava le tendenza dell'archetipo di una "Krista". Pochi considerano che il motivo per cui Eren respinge inizialmente Historia sia per via della sua mancanza di libertà. Ella non ha respinto l'idea di essere una brava ragazza poiché questa Historia, la Historia libera, ha fatto proprie le stesse caratteristiche della sua vecchia "maschera", che lei ripudiava: vivere per aiutare gli altri. Tutto ciò è un qualcosa che Eren ora riconosce, al punto da farle i complimenti per quello che sta facendo, poiché la azioni di Historia sono ora un riflesso di ciò che lei realmente vuole fare. "Uno dei motivi per cui Historia ha deciso di diventare regina... era per fare questo. Ha cercato dappertutto, dalle città sotterranee ad ogni angolo delle Mura... Ha riunito gli orfani e le persone bisognose che ha trovato, le ha portate in questa fattoria ed ha iniziato a prendersi cura di loro. Sta usando il patrimonio della famiglia reale e i beni sequestrati ai politici per gestire questo luogo ed aiutare i poveri. (...) Non credo ci avesse pensato fin da subito... ma ha detto che avrebbe cercato persone in difficoltà, non importa dove e che le avrebbe salvate. È questo ciò che Historia voleva fare..." È questa la libertà che Eren vede in Historia, colei che egli continua a protegge. Va ribadito che ciò che ad Eren importa è la sua libertà, non le azione che lei compie. Molte persone, attraverso i dialoghi di Eren, arrivano erroneamente a pensare che egli rifiuti banalmente di permettere ad Historia di avere figli come come se la nascita di per sè fosse sinonimo di libertà. "Se significa pagare per le nostre vite... con le Mura distrutte, terre calpestate e figli uccisi e dati in pasto come bestiame... allora non accetterò mai il piano di Zeke Jaeger!" Questa è una risposta indiretta al consenso di Historia a rimanere incinta: Eren è contrario ad una gravidanza forzata poiché ciò coinciderebbe ad una violazione della propria libertà. "Vogliono che tu... dia alla luce un bambino il cui unico scopo nella vita sia diventare un sacrificio per quest'isola. Vogliono continuare a costringere genitori e figli a divorarsi l'un l'altro. Io non glielo permetterò." Tutto ciò risulta curioso poiché, stando a quanto affermato da Eren nel capitolo 107, l'unica cosa che avrebbe effettivamente protetto fino alla fine è la libertà di Historia, perché se parliamo di Mura distrutte e terre calpestate... beh, non c'è molto di cui discutere a riguardo. Tornando al capitolo 130, che cosa significa la gravidanza d'Historia?
Sin dall'inizio, tutto coincide con l'idea del patto, anche considerando il fatto sia la stessa Historia a tirare in ballo l'argomento della gravidanza - fosse questo un atto da considerare come un "minaccioso" avviso o una proposta non è del tutto certo, considerando il fatto non siamo ancora a conoscenza di quando tale conversazione abbia avuto luogo -. Historia simbolizza in pieno Krista, la quale, ora sovrana del suo corpo, sta offrendo "la mela" liberamente. Occorre inoltre prendere in considerazione l'idea che credere che il contadino sia il reale padre vada a collidere con questa nuova idea del patto, poiché sia Eren che Historia stanno svolgendo tale azione in modo libero - senza contare il come Historia non provi alcun sentimento di affetto nei confronti del contadino stesso, basandoci sulle espressioni facciali della ragazza nonché quanto trasmesso dal suo sguardo -. Inoltre, come accennato in precedenza, questa azione non avrebbe alcun senso sotto un punto di vista prettamente strategico.
Dunque il tutto è frutto dell'amore? Difficile dirlo con certezza, ma facendo un azzardo è possibile rispondere positivamente a tale quesito, anche in virtù di ciò che essi significano l'un per l'altro, così come per via della intenzioni dello stesso Eren, il quale cerca uno scopo per le azioni che dovrà compiere. Quale potrebbe dunque essere tale ragione? Ciò che lo stesso Krueger menzionò, ossia una condizione atta a prevenire il ripetersi degli errori del passato: "formare una famiglia" da proteggere; un obiettivo, questo, che presenta un'enorme forza concettuale per uno Jaeger, la quale si manifesta come il farsi carico dei peccati della propria famiglia, sia di Grisha che del proprio nonno, i quali, nella frenesia di portare a termine i loro compiti, finirono col "tradire" i propri figli. Attraverso il Boato della Terra e grazie a tale idea di famiglia, Eren sarebbe dunque il primo a portare a termine la propria missione, non sacrificando ma proteggendo la propria famiglia. Sotto questo punto di vista, alcuni avvenimenti risultano ora ben più facili da spiegare: il cambio caratteriale di Eren - ora un personaggio maggiormente malinconico in seguto al suo viaggio da Paradis a Marley - ha maggiormente senso; così come ha senso il suo essere così sensibile con la famiglia proveniente dal Medio Oriente; o ancora il perché abbia voluto ferire psicologicamente suo nonno, per nessuna apparente ragione, chiedendogli se egli avesse mai avuto rimpianti riguardo alla propria famiglia; o meglio ancora il perché Eren, durante la sua conversazione con Zeke in merito al concetto di gravidanda ed al come gli restino solo pochi anni di vita, cambi la propria espressione, andando a manifestare visivamente un reale senso di tristezza. Tutto ciò trova maggior rilievo se consideriamo gli eventi del capitolo 117, in cui Reiner afferma come Eren abbia, per l'appunto, solo quattro anni di vita e del come non vi sia un reale scopo per continuare a lottare o a vivere; tuttavia Eren tale scopo lo avrebbe, e grazie ad Historia, questi andrebbe ora ben oltre il semplice dovere, divenendo un vero e proprio desiderio.
Il patto che porrà fine a tutto all'interno della narrativa de L'attacco dei Giganti va dunque considerato come un patto che rappresenta il concetto di libertà, un patto sorto tra due personaggi i quali, sia nel bene che nel male, hanno sempre fatto parte di tale "concetto", ed i cui sviluppi risultano strettamente legati tra loro. I nemici dell'umanità intesi come coloro i quali offriranno l'oppotunità di una nuova alba, dove essi saranno, infine, finalmente liberi.